Monday, 5 December 2011

CULTURA DELLA POVERTA'

ecco ... UN BOZZA in generale:
LA CULTURA DEL POVERO by Luigi De Luca
la cultura del povero non e' principalmente basata su paesi avanzati o
progressivi dove il concetto, per paura di farne parte, viene ignorato
dalla maggior parte delle classi sociali da basse a medie-alte.
in paesi occidentali devo si considera ricco anche chi ha un posto fisso
mediocre non si riesce a distinguere la vera poverta' da quella illusoria
dove non hai nulla da mangiare o non puoi comprati l'utima delle mercedes,
questo concetto e ben lontano dalla realta'
parlo di quei paesi che sono eternamente in via di sviluppo e che vivono
quotidianamente nella poverta' "piu' povera" nel senso della parola dove
chi ha meno di un'altro non si vergogna di cio' che non possiede ma che
mostra generosita di spirito oltre che materiale.
nei paesi meno "emancipati" capisci subito quando un povero e' povero
perche' e piu' generoso di un ricco.
per esempio quando sono andato nelle filippine per dare un mio contributo
di volontariato mi son trovato davanti a situazione che nei paesi
"sviluppati" non avresti mai visto: dare un gelato ad un povero e affamato
malato in ospedale e lui stesso offrirlo ad altri prima ancora di
assaggiarlo (questo mi ha fatto pensare che lui, in quel momento, si
sentiva piu' fortunato di altri che ancoa non la avevano ricevuto - il
gelato e sapendo di essere un POVERO ha cercato di dare quel poco che gli
era stato regalato)... non vedremp mai queste azioni nei paesi dove
vogliamo arraffare e approfittare sugli altri.
Oppure se si va dal dottore, pensando che sia piu' ricco di noi,
ringraziamo esageratamente o se viene a casa dopo migliaia di telefonate
per BISOGNO, non solo lo ringraziamo ma, nel nostro piccolo offriamo
quanto a noi puo' essere caro (non in senso economico) come vino,
alcolici, caffe o cosaltro. questo succede quotidianamente anche fra
classi socilai diverse nei settori piu' svariati.
in politica per esempio un ministro non offrira' mai una cena o il caffe
al bar al suo auitsta mentre il suo autista metterebbe le mani in tasca
tutte le volte per un caffe con lui. non e' "lecchinaggio". il piu' delle
volte e' generosita e chi possiede meno e' sempre piu' generoso.
questo, e ne sono convinto, e' perche chi conosce la poverta' sa come
vivere meglio la vita.
chi invece non ha mai conosciuto la "cultura" della poverta ha ed avra'
eternamente difficolta' a capire/comprendere la cultura del mondo in cui
stiamo vivendo.
FINE (per adesso)

Saturday, 3 December 2011

conoscere per capire

THURSDAY, 1 DECEMBER 2011

L'Università Street (della strada) e' formata da una famiglia di volontari che forniscono un nuovo modo di pensare e di apprendimento per coloro che altrimenti sarebbero allontanati. Il nostro sforzo si e' sempre rafforzato nel valorizzare i diritti dei gruppi minoritari e delle comunita' indigene.                                               Attraverso le nostre attivita' ci siamo spinti inoltre a voler affrontare problemi come il recupero giovanile all'interno dei centri di riabilitazione. ma sopratutto e semplicemente con chi aveva bisogno di qualcuno con cui parlare. Al posto di un tradizionale centro "drop-in", Luigi De Luca aveva creato la University Street dove ospitava un gran numero di programmi progettati da persone comuni, enti e gruppi religiosi disposti ad impegnarsi con i giovani emarginati della zona. E' un progetto senza precedenti che trova la sua casa in una parte di una gelateria di (Leichhardt) convertendo e mettendo a disposizione della comunita' meta dei propri locali di Sydney.
In quella sede, sino al 2009, abbiamo potuto sostenere i giovani che arrivavano dall'Italia, grazie anche alla mia presenza nel COM.IT.ES per sette anni ed alla nostra collaborazione col Consolato Generale d'Italia, le C.C.I.A, ICE ed IIC di Sydney o di coloro che desideravano realizzare progetti locali.

FILOSOFIA DELLA SOPRAVVIVENZA (la politica)

I   10  emendamenti
della
NUOVA POLITICA
DIRITTI RISERVATI 2003-01-28

1.         non votare per i  partiti convenzionali

2.         non votare per i  politici esperti

3.         fidati degli indipendenti

4.         fatti sicuro per chi stai votando

5.         parla col candidato prima di votarlo

6.         non dare il tuo voto solo perche` non sai a chi darlo

7.         non ascoltare le direttive dei “capi” dei sindacati

8.         fai valere il tuo voto come ti fai valere a lavoro e nella vita

9.          se credi in qualcuno o in qualcosa, sostieni chi la pensa come te.

10.   non fidarti mai delle promesse dei politici provetto.



UNA NAZIONE SENZA IDEALI
E COME
UN CORPO SENZA ANIMA

Luigi De Luca 
Diritti riservati 2003-01-28

FILOSOFIA DELLA SOPRAVVIVENZA (il tempo)

NON SONO I TEMPI CHE CAMBIANO, SONO… SIAMO NOI A CAMBIARLI

Se ognuno di noi facesse almeno la meta’ di quello che vorrebbe inseganre agli altri, nel campo sociale e religioso, il mondo sarebbe piu’ vivibile ed ognuno di noi avrebbe un ruolo ben preciso e svolto senza alcun sacrificio”. E’ piu’ il tempo che si spende per dire agli altri come fare o cosa fare invece di dare esempi di vita e di compartamento verso il prossimo.
Il tempo, inteso come “scrorrimento” e non come “metereologico” e’ completamente diverso anche se per la grande massa ignorante degli uomini sono la medesima cosa.
Sono, anzi, siamo noi a cambiare TEMPI.
IL TEMPO, inteso come “scorrimento”  E’ INESORABILMENTE INARRESTABILE MENTRE L’UOMO, CONTRARIAMANTE, E’ VARIABILe ed anche indeciso.
Ecco perche’ troviamo sempre una scusa nel dare colpe a qualcuno od a qualcosa. E chi ci va di mezzo e’ IL TEMPO. Esempio: e’ stata colpa del tempo oppure non ho fatto in tempo perche’ ne ho avuto poco...Ma che razza di scuse sono queste?
Se tutti noi, poveri mortali, compresi sociologi antropologi e professori di sciemze sociali imparassimo, nel vero senso della parola, a meditare sui principi “temporali”, sono certo che  potrmmo cominciare a distinguere questi due “elementi dalla stessa parola ma di un cosi complesso e COMPLETAMENTE DIVERSO CONCETTO.

IL TEMPO 
L’unico inganno della vita e` il tempo, che inesorabilmente ci perseguita senza un attimo di tregua.
E` solo per combattere col tempo che i nostri sbagli o successi prendono forma.
Il tempo ci da` ragione ma spesso, negli ultimi anni, anche tanti torti e principalmente quelli nello dedicare poco tempo alle cose piu` semplici ed evidenti; la famiglia, gli amici, l’amore per se stessi e per il prossimo, per l’arte e non solo quella materiale ma anche quella di saper vivere questa nostra breve esistenza su questa meravigliosa terra.                                                                                                                                         Cosa significa per noi avere conoscienze di arti e mestieri, quando ormai intorno a noi tutto sta` cambiando?  E noi come finti ciechi ci adattiamo a questi “inesorabili” (come il tempo) cambiamenti  e ci stiamo sempre piu` adattando. Vogliamo esserlo o siamo costretti? Ma cosa ci costringe ad essere schiavi di un sistema che non ci appartiene e che neanche noi siamo soddisfatti! Perche` non avere il coraggio di decidere della propria vita e delle proprie azioni, comprese le responsabilita`? Da che mondo e` mondo, l’uomo ha sempre deciso per se stesso. Perche` oggi stiamo dando la possibilita` di far decidere altri per noi, spesso anche a delle “macchine” che appunto non hanno nulla di umano? La globalizzazione economica e le multinazionali hanno ormai tarlato il cervello dei ricchi potenti e purtroppo anche quello degli aspiranti al “titolo”.                        Non rimane altro che farsi dirigere come un branco di pecore da mungere finche c’e` latte e poi farsi rasare prima di essere scotennati e dati in pasto ad altri animali. Ecco cosa ci stiamo riducendo. E tu? Hai mai pensato di uscire fuori dal gregge oppure hai paura di essere considerato “pecora nera” o ribelle o magari “terrorista” (visto che adesso va molto di moda essere scambiato per tale) SOLO PERCHE’ HAI DELLE TUE forti OPINIONI PERSONALI. Hai varattere... come si suol dire. Ti sei mai chiesto se la polizia, che viene stipendiata col tuo contributo (tasse), difenda i tuoi diritti o se tuteli il sistema ed i potenti?
Rifletti seriamente prima di darti una risposta!
E chi decide se il sistema in cui viviamo e` quello giusto per te e che calzi bene alla grande massa o solo a pochi?                                                                                                                                                          PREMESSO QUESTO, senza voler spaziare nel sociale in generale, quanti di voi professionisti della Gelateria e Pasticceria vi siete mai chiesto se siete anche voi complici di quanto sta` accadendo intorno a noi, il nostro mestiere e l’artigianato in generale? Sicuramente ci sentiamo tutti “innocenti” e contrari al sistema che ogni giorno di piu` ci rende schiavi dei sempre piu` “dominanti”. Certo, l’unica cosa che riusciamo a capire “un po`” e che noi non possiamo fare nulla. Che falsi che siamo! Soprattutto con noi stessi! Non possiamo e non dobbiamo ignorare che tutto quello che accade intorno a noi e` anche colpa nostra. Non potremo mai valutare quanto, ma di certo una grossa percentuale e` colpa nostra. Perche`? Semplicemente perche` vogliamo una vita ed un lavoro facile dove poter pensare poco e ricavarne il massimo. CONCETTO AMERICANO (concetto sbagliato):- poco spirito, poca fantasia ed iniziativa, zero intraprendenza, assenza di coraggio e rispetto per SE STESSI (cioe`, per te stesso). Quanti di voi si e` mai chiesto… - se invece di comprare alcuni inutili samilavorati, che riducono il “mio tempo” di lavorazione, mi metto io stesso ad imparare e farmi i prodotti necessari per la produzione, quanto posso risparmiare?                                         Certo! Alla domanda deve esserci una risposta e di solito e` sempre la piu` semplice e conveniente – risparmio pochi soldi e mi rimane poco tempo.
Va` benissimo! E` questo il punto che vogli fare: IL TEMPO, sempre schiavi di questo inarrestabile tempo.                                                                                                                                                         Il tempo ci da` cio` che decidiamo di ricavarne, ma non cadete nella sua trappola che risucchia coloro che vogliono essere piu` veloce di lui.                                                                                                                    Anche perche` cosi facendo, non solo sarete schiavi di “questo tempo” ma darete ancora piu` opportunita` a coloro che “sfruttano” il vostro tempo economizzando sulla vostra “poca volonta`” di migliorare la vostra qualita` di vita per far accrescere la loro. (imperialisti e aspiranti).                                                   L’Artigianato, sin dall’antica civilta` non ha mai conosciuto e ceduto al tamburo incessante del tempo – ecco perche` ancora oggi possiamo godere di opere grandiose, di lavori inestimabili e di sapori della vita inconfondibili – grazie alla pazienza, cura e dedizione dell’artigiano, quello che ancora oggi crede che le cose che si fanno rimangano nel tempo. Magari in etermo. 
Buon lavoro a tutti amici artigiani/autonomi

Luigi De Luca

INGREDIENTI “NASCOSTIPER UNA VITA PROFESSIONALE DI SUCCESSO

Passione

Umilta’

Disinteresse nei pettogolezzi

Mai gelosi del successo degli altri

Essere sempre cortesi

Sorridere di cuore e mai forzati (faccia lavata oh ipocrisia)

Mai dire: per perfezionarmi di piu’ (TI AUTOGIUDICHI GIA’ PERFETTO)

THURSDAY, 1 DECEMBER 2011

L'Università Street (della strada) e' formata da una famiglia di volontari che forniscono un nuovo modo di pensare e di apprendimento per coloro che altrimenti sarebbero allontanati. Il nostro sforzo si e' sempre rafforzato nel valorizzare i diritti dei gruppi minoritari e delle comunita' indigene.                                               Attraverso le nostre attivita' ci siamo spinti inoltre a voler affrontare problemi come il recupero giovanile all'interno dei centri di riabilitazione. ma sopratutto e semplicemente con chi aveva bisogno di qualcuno con cui parlare. Al posto di un tradizionale centro "drop-in", Luigi De Luca aveva creato la University Street dove ospitava un gran numero di programmi progettati da persone comuni, enti e gruppi religiosi disposti ad impegnarsi con i giovani emarginati della zona. E' un progetto senza precedenti che trova la sua casa in una parte di una gelateria di (Leichhardt) convertendo e mettendo a disposizione della comunita' meta dei propri locali di Sydney.
In quella sede, sino al 2009, abbiamo potuto sostenere i giovani che arrivavano dall'Italia, grazie anche alla mia presenza nel COM.IT.ES per sette anni ed alla nostra collaborazione col Consolato Generale d'Italia, le C.C.I.A, ICE ed IIC di Sydney o di coloro che desideravano realizzare progetti locali.

SCIENZE ALIMENTARI NASCOSTE (Coscienza prima della pazienza))

Dagli sbagli non si possono trarre profitti ma bisogna pagarne le conseguenze, anche a costo di “rimetterci” (ri-investire sul proprio miglioramento professionale).                                                                                            Non si puo’ e non si deve pensare di “rifilare” al *nostro cliente  quanto da lui commissionatoci, dietro una ricompensa economica o prezzo stabilito da **noi stessi
*colui che ha riposto fiducia nei nostri confronti                                                                               **fornitori di beni e/o servizi
Legato al mio “Interiors Food” concept
Si educa per avere facoltà e non semplici istruzioni, uniti nell’ideale più alto di educare alla libertà:
un animo compenetrato di fantasia
il coraggio della verità
una responsabilità interiore da                          
   affinare costantemente.

In questa triplice relazione opera la mia filosofia sulla vita e sul cibo, rinnovato per consolidare la qualità e per costruire un tessuto sociale moderno e responsabile.

Obiettivo: Chiarezza (so di essere piu’ complicato che confuso J )
La ricerca di un gusto ideale e perfetto, inevitabilmente illusorio, passa attraverso creazioni come “il mio gelato biologico”, che fissa nel gelato i sapori più belli del mondo che ci circonda. Il desiderio di scoprire, di andare oltre, un percorso basato sull’incontro tra saperi scientifici quali l’arte gelatiera siciliana e le stesse tecniche della gelateria con quei saperi umanistici connessi alla cultura del “naturale” in grado di insegnare a degustare, di orientare e di comunicare valori. Quei valori e quel bisogno di fare un salto di qualità, che sollevi la gelateria “moderna” da una considerazione di puro folclore, da molto tempo prevalente in ambito accademico, e che diventi il punto di riferimento per tutte le figure professionali, non solo in Sicilia, del settore, la passione per ciò che è bello e l'amore per il lavoro ben fatto. Mi auguro sinceramente di farvi gustare e di abituarvi al piacere di gustare, offrire e condividere Il mio Gelato Naturale per accompagnare ogni memorabile occasione della vostra vita. Tutto questo naturalmente in ambienti idonei o appositamente disegnati/creati.

Per quanto riguarda la tradizione: la pulsione continua ad innovare la vocazione all’eccellenza; una reputazione fondata su solidi valori che si ripropone di migliorare la qualità della vita di tutti gli interlocutori, a cominciare dai clienti fedeli per passare ai collaboratori, ai fornitori e alla  comunità di riferimento. Nel vero senso della parola.
Manca, però un aspetto fondamentale: la rilevazione dell’attenzione che “il mio gelato naturale” ha nei confronti della sostenibilità ambientale, aspetto, questo, vitale se si vuole fornire un quadro completo e davvero rilevante che aiuta quotidianamente ad essere cosciente dei miei piu’ segreti pregi e dei miei visibili difetti e, di conseguenza, a dare il meglio di me stesso, sia nel lavoro che nella vita privata.
Il mio gelato naturale diventa sede di apprendimento, partecipando da protagonista alla grande sfida “dell’economia” della conoscenza. Al centro di tutto questo vi è l’uomo, l’artigiano, la sua fiducia nella cura del suo lavoro, l'orgoglio per quello che fa’ e la qualità dell'ambiente in cui lavora. L’eccellenza del gelato non c’è se non c’è l’eccellenza nella gestione del processo.
Costante ricerca dell’Eccellenza: la ricerca dell’eccellenza, è uno stato d’animo, un dinamismo che trascina nel proprio ingranaggio ogni fase produttiva, dalla scelta, alla selezione, all’acquisto dei prodotti alla vendita. Nel settore dell’eccellenza culinaria la sfida da raccogliere è quella di processare la materia prima con la precisione e la cura minuziosa, manifestazioni d’una qualità eccezionale e garanzia di salubrità del prodotto e del suo valore nutrizionale. La ricerca del meglio orienta la semplificazione d’alta precisione. Dalla concezione iniziale al gelato finito, tutto il processo ha luogo in un ambiente ad alto contenuto tecnologico... il cervello umano.
L’eccellenza è garantita da pochissimi parametri ma altamente significativi. Per avere la “perfezione” non abbiamo complicato le cose, le abbiamo semplificate, poi abbiamo fatto un passo in più: la diffusione dell’arte della degustazione ed il profilo sensoriale attraverso il gelato. Prima di vendere il gelato, si deve imparare a degustarlo; solo in questo modo, all’eccellenza del gelato corrisponderà l’eccellenza del gelatiere, dei suoi sistemi di produzione, dei suoi sistemi di controllo.
In questo senso il profitto che deve creare l’azione economica non è un fine ma un mezzo per far crescere gli individui e la società tutta, il suo significato profondo è quello di una disciplina/scienza che dovrebbe avere come scopo quello di portare ordine, di organizzare l’ambiente; non solo quello dove operiamo ma sopratutto dove consumiamo/viviamo.
Il valore guida è la ricerca della perfezione, ovvero la passione per l’eccellenza, intesa come amore per il bello e il ben fatto, e l’etica, intesa come costruzione di valore nel tempo e di un  tessuto sociale moderno e responsabile, attraverso la sostenibilità, la trasparenza e la valorizzazione delle persone. Il rispetto per l’intelligenza altrui.
La Cultura, in questo caso la nostra, quella che esprime attraverso i prodotti, la necessità dell’incontro per uno scambio reciproco di conoscenze, sono i punti essenziali per creare un prodotto genuino ed una vita sana per il futuro.                                                                                                                                                Etica morale, sostenibilità dei prodotti e metodi di lavoro, delle tecnologie naturali, ricerca di gusti tipici territoriali dei prodotti, qualità del nostro operare, conoscenza di ogni passaggio della filiera produttiva (trasparenza). Il fine della sua vita economica non è la vita economica stessa, ma un più ampio ideale sociale dove i valori non sono solo economici ma anche di natura morale e di giustizia sociale. Fermarsi e consumare un gustoso gelato è molto più di una pausa rilassante. Dietro a una coppa fumante fredda ci sono tante cose non dette, perché il gelato è un mix di desiderio e soddisfazione, di eros e meditazione. Alle sensazioni del palato corrispondono stati psichici non trascurabili, al gusto refrigerante, che toglie l'appetito, sono legati pensieri profondi ed effimeri, aspettative intime o sogni irrealizzabili.
"Gli uomini, quando mangiano il gelato, sembrano tanti bambini intenti a poppare".
La frase, non priva di una certa psicologia, appartiene a Charles Dickens. Il celebre narratore inglese dell'ottocento l'annota nel suo diario durante una visita a Firenze. E concludeva: "l'Italia, in questo senso, è piena di poppanti, perché tutti mangiano gelati in tutto il tempo dell'anno".

Luigi De Luca

SCIENZE ALIMENTARI NASCOSTE (impariamo dai bambini)

Filosofeggiando con dolcezza.                                  
GELATOSFERE: PER NON PERDERE DI VISTA L'EDUCAZIONE VERSO IL PROSSIMO
Fin dalla primissima infanzia il concetto di tempo è legato alla soddisfazione dei bisogni fondamentali: le poppate, il cambio, il gioco. I ritmi naturali, biologici, fisiologici e affettivi determinano sensazioni di tempo vissuto. La percezione del tempo durata avviene attraverso la successione e l'alternanza di questi momenti. Anche durante la scuola dell'infanzia e la scuola primaria il tempo continua ad essere associato agli avvenimenti più importanti della giornata. Essendo il tempo un concetto astratto, (GIA’ INVIATO UN MIO ARTICOLO SUL TEMPO) il bambino lo associa ai momenti che vive senza averne una percezione logica. Ieri, oggi e domani sono per il bambino una medesima esperienza. Il bambino non percepisce il prima il durante e il dopo, ma la necessità di un bisogno che chiede una risposta. Questa puo’ essere quella sezione che maggiormente mi riguarda; IL CIBO. Attraverso il palato cresce anche l’affetto. Infatti, cucinando anche per i bambini, OLTRE LA MIO GELATOTERAPHY, mi sto’ rendendo conto che dandogli cose fatte bene, nutrienti, bilanciate - non solo come dieta – come sapori, colori, consistenza, “densita’” e servizio, riescono a capire il tempo e la passione con cui il loro cibo e’ preparato. Capisco questo, solo adesso, perche’ sono loro stessi a dimostrarmelo; ho avuto 2 porzioni, io ne ho avuto tre, il dessert era buonissimo ne vorrei ancora e ...... e poi, si avvicinano in cucina per ringraziarmi della bonta’ del pasto quotidiano trasmettendomi la loro sincerita’. E’ la loro spontaneeta’ che li spinge a fare cio’. Questo, per me, come credo per altri addetti ai lavori (coscienziosi), e’ un accrescimento professionale e morale. Mentre per loro, parlo dei bambini, non solo questo cibo li aiuta a crescere fisicamente ed in buona salute, ma nutriscono anche la loro anima manifestandola con l’affetto.
Il mio primo cuoco: una categoria sottovalutata dai maggiori. Si parla troppa spesso di cuochi e cuochini da ristorante o d’albergo ma non si parla mai di cuochi di “poco valore” come quelli degli asili e delle case di cura. MASTER CHEF, IRON CHEF, EVIL CHEF, GOOD CHEF, END SO END SO. Sempre piu’ spesso si sente parlare, a voce piena (come con una patata bollente in bocca) di educational tasty class or day. Ma come si fa a non rendersi conto che questo processo inizia fin dall’infanzia, dai primi anni di crescita. I gusti che rimangono memorizzati nel nostro cervello sono quelli che abbiamo provato nella nostra infanzia. Il – mi piace molto o non mi piace – inizia gia’ dalla prima infanzia, dipende in ogniuno di noi, genitori, cuochi, dietologi, “esperti” e suprvisori.
Mission Slow Food è il movimento per la tutela e il diritto al piacere. Slow Food promuove, comunica e studia la cultura del cibo in tutti i suoi aspetti. Attraverso i Laboratori del Gusto, gli Appuntamenti a Tavola, le Cucine del Mondo, il Teatro del Gusto e i Mercati il visitatore può vivere un'esperienza a 360° gradi di quello che è stato definito "il villaggio globale del cibo". • EDUCARE al gusto, all’alimentazione, alle scienze gastronomiche. • SALVAGUARDARE la biodiversità e le produzioni alimentari tradizionali ad essa collegate: le culture del cibo che rispettano gli ecosistemi, il piacere del cibo e la qualità della vita per gli uomini. • PROMUOVERE un nuovo modello alimentare, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e delle identità culturali, capace di avvicinare i consumatori al mondo della produzione, creando una rete virtuosa di relazioni internazionali e una maggior condivisione di saperi.
DETTO QUESTO, con la speranza che questa mia introduzione possa aver fatto riflettere, possiamo andare sul punto che vorrei fare sul futuro della gastronomia e di conseguenza alla mia specializzazione; gelato e sorbetti. Considerando l’innovazione (chi legge da sempre Pasticceria Internazionale sa che sono sul filo del rasoio fra la follia e la genianita’ ... penso piu’ sulla follia J) come mezzo evolutivo posso confermare che mi piace il molecolare anche se sono contrario, stranamente, in questo caso (quello del “gelato molecolare”) e cosi mi sono messo anch’io a creare le “SFERE NON MOLECOLARI” cocciutamente respettoso delle vecchie ricette e tradizioni.                                 Le sfere molecolari (in gastronomia) mi fanno riflettere sull’astronomia e sugli astronauti. Si lo so ce’ poco in comune... apparentemente. Pensate per un attimo l’uomo che vuole scoprire i misteri dell’universo senza ancora aver conosciuto se stesso; il suo “ridotto spazio” dove vive e lavora quotidianamente e la persona che lo occupa proprio affianco a lui/lei o che magari non e’ mai stato fuori dalla propria provincia/nazione e non conosce parte del pianeta dove viviamo. Lo stesso uomo che vuole andare ad esplorare l’universo si perderebbe gia’ nelle montagne afgane o nelle giungle amazzoniche per non menzionare i deserti ed i suoi fantastici e mitici misteri. Immagina questo stesso uomo che si mette ad espolrare i pianeti sulla nostra testa (o sotto i nostri piedi) e lo spazio immenso per capirlo. Oppure, sempre lo stesso uomo che vuole cambiare la cultura secolare del saper vivere e si mette a voler trasformare il cibo in sfere sconosciute ed in molecolare con tutto quello che ancora non totalmente “quest’uomo” conosce; valori nutrizionali/proteici, i rimedi ad alcuni malfunzionamenti fisici quali la digestione, il naso bloccato, i reumatismi e molte altre ancora come il cancro. L’uomo (occidentale) ancora non conosce l’uso corretto delle erbe e non mi riferisco a quelle “strane” che non conosciamo ma all’uso appropriato dell’aglioo cipolle. Perfette, se utilizzato correttamente, alla pressione del sangue o al colesterolo, quando tagliarlo o quando tritarlo. Lo zenzero, la curcumina, gli amidi o le verdure (cotte al punto giusto o crude), i vari tipi di pepe, lo zafferano e ancor di piu’.
L’uomo ed il suo limitatissimo sapere sulla vita e nutrimento quotidiano che vuole sferificare quello che la natura, nonostante il maltrattamento a cui la sottomettiamo, continua a darci le stagioni ed i suoi generosi frutti. Ecco perche’ le mie, modeste, sferegelato sono state create per i gelatieri artigiani che possono permettersi di variegare coi diversi gusti di ingredienti naturali e con le capacita’ di dare, oltre la forma, anche le caratteristiche che la nostra dieta e corpo ci richiedono quotidianamente. La mia idea sulle gelatosfere e’ quella di combinare semplicemente vari gusti e che possono benissimo essere prodotti senza conoscenze culinarie straordinarie sopratutto con l’utilizzo del gelato artigianale che vi trovate in vetrina o a portata di mano.                                                                                                                                Qualche suggerimento e accoppiata:                                                                                                         1 gelato pistacchio ripieno di mousse di dattero e ricoperta con mandorle tostate                                    2 gelato di petali di rosa col ripieno di cocco-glucosio e ricoperte con scagliette di cocco tostato,               3 gelato al macha green tea con ripieno di polpa dolce di fagioli rossi e ricoperto col sesamo oppure sorbetto di frutti di bosco affuminati all’anice e vaniglia col ripieno di panna semifredda.               Queste, e molte altre ispirazioni, non mi sono venute “scoprendo” le sfere di Adria ma viaggiando nel sud est asiatico e Giappone dove l’arte del mangiare sta’ dimostrando la sua vera grandezza. Ingredienti e sapienza per il benessere del corpo e non della propria vanita’.
La tecnica di sferificazione molecolare è composta da due elementi, l’alginato da miscelare al prodotto principale da sferificare. L'alginato e' un prodotto naturale (estratto dalle alghe) che viene normalmente usato nella cucina industriale, da sempre, e anche per la produzione di gelati contenuto nei neutri che adoperiamo come addensante (la sigla è E401 – E410).  Allora, perche’ creare piccole palline (ravioli o caviale) che avranno una corposita’ o consistenza rigida all’esterno e liquida all’interno quando esistono ancora quelli originali?
Approposito di molecolare, come faremo in futuro a consumare una porchetta alla romana oh pasta e fagioli e polenta e salsiccia?                                                                                                                              

Luigi De Luca
Artigiano del Gelato
Volontario ERC Fair trade - social justice and educational awareness    
(articolo apparso su PASTICCERIA INTERNAZIONALE - CHIRIOTTI EDITORI - TO - N.o 239)      

SCIENZE ALIMENTARI NASCOSTE (perche' non fare certe cose)

Perche’ e’ sbagliato fare, promuovere e vendere la Granita al Pistacchio
by Luigi De Luca

Intanto bisogna cominciare a considerare il PISTACCHIO come ingrediente nobile e prelibato, come avviene gia’ per I chicchi di caffe’ e per gli acini d’uva per fare il vino rosso.
Quindi, di conseguenza non possiamo fargli fare la fine del caffe’ liofilizzato venduto nei bicchieri di carta per asporto o quella del “vinotol” (vino all’etanolo) vendoto in lattine di alluminio e servito in bicchieri di plastica.
Far fare la fine, al Pistacchio” di un semplice ingrediente di mass production o fast food ingredient sarebbe un sacrilegio ed un’offesa all’intelligenza gastronomica secolare.
L’Agrocultura ha insegnato all’uomo, non solo l’alimentarsi per la sopravvivenza ma, sopratutto la conoscenza e l’apprezzamento di materie prime , come il Pistacchio in questo caso, a farlo diventare parte integrante del nostro vivere e per il piacere e la gioia del palato e dell’anima.
Il Pistacchio, quello buono, non deve essere utilizzato per creare prodotti di massa  o da commercializzare solo a scopo di lucro.
Aggrapparsi a qualsiasi tipo di produzione sfruttando il nome del Pistacchio, serve solo a distruggerne le sue vere qualita’. Ancora peggio quando vengono concesse autorizzazioni ad aziende senza scrupoli a denominare dei prodotti che di pictacchio hanno solo il colore o il sapore “artificiale”.
Alcuni esempi che dovremmo prendere seriamente in considerazione sono quelli sopra mensionati come il caffe’ espresso che deve essere servito e consumato al bar o in casa e solo in tazzine ideali, disegnate e create appositamente per raggiungere il massimo del piacere nella degustazione come avviene per i vini classici - giusto bicchiere per la giusta bevanda.
Questa e’ la cultura e la civilta’ del bere e del saper consumare quelle preibatezze che la vita ci ha insegnato e che oggi tutti noi ne godiamo.
Non deve assolutamente essere dimenticato quanto fatto dai gasrtonomi del passato e dai grandi sacrifici fatti dai contadini e dagli agricoltori in questi due millenni.
Aver vissuto nell’era in cui viviamo e’ un privilegio e non un caso.
Il Pistachio non e’ l’unico prodotto di cui vorrei vantare, ma e’ un pretesto per racchiudere tutti qui prodotti secolari che hanno segnato la nostra civilta’ e la sofisticazione nel saper distinguere il buono fatto bene dal finto buono e fatto da smidollati.
Non bisogna dare spazio o attenzione a nuovi concetti o prodotti senza valore spirituale e coscienziale. Prodotti e concetti di massa portano all’auto distruzione senza garantire benessere neanche a coloro che ci distruggeranno.


Dedicato a… tutti i miei colleghi e correggionali che insegnano quotidianamente, come me, con coscienza ed etica professionale, l’arte del bere e del mangiare correttamente senza mai dimenticare la provenienza delle materie prime.
I miei Concetti:
Consumismo intelligente (uso e consumo di prodotti locali e sostenibili)
Consumismo di massa (vendere prodotti ad ogni costo ed in qualsiasi condizione)  
Insegnare mantenendo un’etica professionale incorrompibile diventa sempre piu’ difficile, per questo chiedo a educatori attenti alla qualita’ della vita, di non cadere nella trappola della volgare “economia di massa” rischiando di non lasciare sbocchi per un futuro migliore.
 Lo sapete che:
… noi non facciamo consumare coni e coppette di carta nella nostra gelateria?
… il nostro pistacchio non e’ verde fluorescente e non sa’ di mandorla?
…il nostro sorbetto non e’ fatto con basi pronte ed e’ senza latte o grassi animali?
… noi non decoriamo le coppe con biscotti o salse e sciroppi colorate?
… il nostro gelato di banana non e’ giallo?
…non facciamo gusti di frutta fuori stagione?
… il nostro gelato e’ comsumabile anche da giudei, musulmani e buddisti?

Thursday, 1 December 2011

L'Università Street (della strada) e' formata da una famiglia di volontari che forniscono un nuovo modo di pensare e di apprendimento per coloro che altrimenti sarebbero allontanati. Il nostro sforzo si e' sempre rafforzato nel valorizzare i diritti dei gruppi minoritari e delle comunita' indigene.                                               Attraverso le nostre attivita' ci siamo spinti inoltre a voler affrontare problemi come il recupero giovanile all'interno dei centri di riabilitazione. ma sopratutto e semplicemente con chi aveva bisogno di qualcuno con cui parlare. Al posto di un tradizionale centro "drop-in", Luigi De Luca aveva creato la University Street dove ospitava un gran numero di programmi progettati da persone comuni, enti e gruppi religiosi disposti ad impegnarsi con i giovani emarginati della zona. E' un progetto senza precedenti che trova la sua casa in una parte di una gelateria di (Leichhardt) convertendo e mettendo a disposizione della comunita' meta dei propri locali di Sydney.
In quella sede, sino al 2009, abbiamo potuto sostenere i giovani che arrivavano dall'Italia, grazie anche alla mia presenza nel COM.IT.ES per sette anni ed alla nostra collaborazione col Consolato Generale d'Italia, le C.C.I.A, ICE ed IIC di Sydney o di coloro che desideravano realizzare progetti locali.

Street University (Scuola Stradale del Gomito)